giovedì 16 febbraio 2017

La letteratura del 2000, scopriamo i classici del domani!

La lettura è uno degli hobby più amati dalle mamme, io ad esempio la sera prima di andare a dormire leggo sempre 4-5 pagine di un buon libro per tenere in allenamento mente e corpo.
La lettura è una delle mie passioni, mi piace leggere di tutto. In questo periodo mi sto avvicinando alla letteratura moderna perché voglio conoscere e capire il pensiero dei nuovi scrittori e soprattutto sapere cosa leggeranno i miei figli "domani".
Giorni fa acquistando il quotidiano mi sono accorta che la Repubblica e L'Espresso propongono "I grandi romanzi del 2000" in edicola dal 21 gennaio.

Tantissimi autori, di grande spessore, saranno protagonisti di questa interessante raccolta: Mordecai Richler, Emmanuel Carrère, Haruki Murakami, Elizabeth Strout, Niccolò Ammaniti, Jonathan Franzen, Roberto Saviano, Alice Munro, David Grossman e tanti altri.
Ho acquistato la prima uscita di Jonathan Safran Foer
dal titolo "Ogni cosa è illuminata". Un libro in cui si racconta la vicenda personale dell'autore, che nel 1999 viaggiò in Ucraina per fare ricerche sulla vita di suo nonno, salvato da una donna durante le deportazioni naziste.

Una storia coinvolgente che fa riflettere molto e riporta al sempre attuale tema storico culturale della guerra contro gli ebrei.
È una grande opera, in cui personaggi indimenticabili sono raccontati in scritture sorprendenti.
Non voglio assolutamente perdermi le prossime uscite, specialmente:
 

- Niccolò Ammaniti "Ti prendo e ti porto via" in uscita il 25 febbraio
- Melania Mazzucco "Vita": La storia di Diamante e Vita nel viaggio in mare verso l'America. il 18 marzo
- Alessandro Baricco "La sposa giovane": racconto della vita di una famiglia (padre, madre, figlio, figlia) a cui si aggiunge la "Sposa giovane", una diciottenne fidanzata del figlio.


Sono tantissime le uscite, una più interessante dell'altra, vi invito a visionare l'intera raccolta sul sito inedicola.gruppoespresso.it.
La grandiosità della raccolta è anche la convenienza, a soli €9,90 in più al prezzo del giornale si può avere una collana di libri di qualità. La varietà (36 volumi) è altrettanto importante si va dal genere storico alla letteratura, dalla narrativa al noir.
Non solo se perdete una uscita avrete la possibilità di recuperare arretrati attraverso il sito.
LA COLLANA "DUEMILA" sarà in edicola ogni Sabato, con La
Repubblica e L'Espresso.
Buzzoole

lunedì 13 febbraio 2017

Pillole di Salute: "Lo sapevate che lo squilibrio fra Omega3/6 provoca la tendenza all’obesità?"


Ci siamo è arrivato il momento della pillola di salute del nostro caro Veterinario Sergio Canello vediamo cosa ci consiglia oggi:
"Lo sapevate che lo squilibrio fra Omega3/6, sempre a sfavore degli Omega3 per la trasformazione dei cicli naturali di produzione agricola, oltre ad alimentare i processi infiammatori dovuti alla presenza del residuo tossico dell’ossitetraciclina da me abbondantemente evidenziato, provoca la tendenza all’obesità?
Parlo di tendenza, ma è molto di più: è sufficiente andare a verificare l’epidemia (si parla di epidemia, quando si presenta un numero molto alto di casi di una precisa patologia, indipendentemente dalla contagiosità) di obesità nei lattanti, ove l’unica causa logica è proprio l’uso di un alimento fortemente squilibrato negli onnipresenti Omega6: il latte!
Il motivo è molto semplice: le vacche da latte vengono allevate fondamentalmente con gli insilati di mais, mentre la natura ha previsto per loro la semplice erba. Solo che l’erba è ricchissima di Omega3, mentre il mais è l’esatto contrario. Madre natura ha previsto tutto, andando a fare in modo che l’erba diventi particolarmente ricca di Omega3 durante la primavera, permettendo alle femmine in gravidanza di averne nel proprio sangue in forte quantità e ai loro feti di beneficiarne durante la gestazione. Ricordo che gli Omega3 sono indispensabili anche per lo sviluppo cerebrale, e che nulla è lasciato al caso.
Tornando all’obesità, è sotto gli occhi di tutti l’esempio statunitense, ove l’obesità è diventata un’emergenza nazionale. Tuttavia, è necessario sottolineare una cosa: se si osserva la popolazione di una grande città 
nordamericana, posto ideale per vedere migliaia e migliaia di persone, si può facilmente notare che non ci sono mezze misure: le persone, o sono normali o sono esageratamente grasse.
La mia convinzione è che determinati individui diventino obesi perché il loro organismo, più degli altri, si squilibra a causa di un’alimentazione esageratamente ricca di Omega6 e poverissima di Omega3, sempre a causa della trasformazione dei cicli di produzione agricola.
E' vero che ci sono individui che mangiano in modo veramente esagerato, ma credo sia più un effetto che una causa dello squilibrio. Da questo punto di vista, risulta importante la ricerca pubblicata recentemente sulla rivista American Journal of Lipid Research, che ha imputato lo sviluppo dell’obesità allo squilibrio nell’alimentazione nel rapporto tra omega6 e omega3. Secondo questo studio presentato dal professor Gerard Ailhaud (Università di Nice-Sophia Antipolis in con CNRS, INRA), lo squilibrio del rapporto omega6 e omega3, promuove l’obesità da una generazione all’altra.

Questo è estremamente importante perché potrebbe spiegare come mai i figli degli obesi vadano troppo spesso incontro allo stesso destino.
Per la dimostrazione, i ricercatori hanno esposto quattro generazioni di cavie a una dieta di tipo occidentale, replicando lo squilibrio tra omega6 e 3 (10/1) e hanno notato che le cavie sono gradualmente aumentate di peso nelle successive generazioni.
Per spiegare questa trasmissione da una generazione all'altra è necessario coinvolgere l'epigenetica: vale a dire che il patrimonio genetico (genoma), non può essere modificato, ma il funzionamento di alcuni geni si può alterare perché regolati proprio dall’alimentazione.
Rammentiamo che omega6 e omega3 sono acidi grassi polinsaturi essenziali per il corpo umano, che non è in grado di produrre, e bisogna introdurli con l'alimentazione.
Negli ultimi decenni, l'obesità è nettamente aumentata, contemporaneamente alla trasformazione delle caratteristiche del grasso. Non è certo difficile collegare tutto ciò con l'aumento nell'alimentazione di omega6 a svantaggio dell'omega3.

Metto in evidenza che al mondo non siamo tutti pazzi e incoscienti, e che esiste, ad esempio, la filiera del lino (i semi di lino sono ricchissimi di Omega3) nell’allevamento dei bovini ma non solo. 
Questo provvedimento, banale ma molto efficace, permette agli stessi animali da carne di vivere in condizioni di salute vicine alla normalità, consentendo, allo stesso tempo, la produzione di prodotti molto più sani (latte, carne, uova, formaggi, yogurt).
Fermo restando una considerazione di fondo: l'allevamento di animali per mangiarli è ormai una pratica insostenibile per vari motivi, prima etico, ma anche non volendoci fermare a quello che ritengo imprescindibile, l'allevamento intensivo ha un prezzo insostenibile sia per lo spreco di risorse sia per l'inquinamento provocato dalle deiezioni degli animali (gas metano in enormi quantità) e dai prodotti chimici e farmacologici utilizzati nel ciclo di produzione.
Ricordo che il rapporto Omega6/Omega3 è triplicato o quadruplicato in quarant’anni e negli Stati Uniti è arrivato a 40 a 1, mentre in Europa la media è di 10/1, già molto alta.
xCome dicevo, gli Omega3 sono presenti nei semi di lino, colza, canapa e pesci, specie quelli grassi (salmone, sardine e sgombri sono ricchi). 

Per l'uomo, la raccomandazione è di mangiare questo tipo di pesce una o due volte alla settimana, anche visto che contribuisce a tener asciutto il corpo. Non conviene esagerare neanche nel consumo di pesce, perché una vita media ormai intorno ai 90 anni può realmente portare ad un accumulo di metalli pesanti tossici. Lo stesso non vale per cani e gatti poiché la loro vita media è cinque volte inferiore a quella del genere umano. E anche perché vi sono dei controlli sulle materie prime destinate a cani e gatti che, forse paradossalmente, sono più severi che quelli previsti per noi stessi."
Tutto ciò è interessante per tutti!

Consigli di una Mamma Casalinga, con grande impegno e soprattutto riconoscendo e conoscendo questi prodotti, vi informa continuamente sulle novità/necessità e tanto altro che riguarda i nostri amici Animali e non.
Vi ricordo che potete anche acquistare direttamente dal sito www.forza10.com.
Non solo ma troverete tantissime altre informazioni utili.
www.sergiocanello.it

venerdì 27 gennaio 2017

Pillole di Salute: Interazione uomo-cane

Siamo al gradito appuntamento con le pillole di salute ed i consigli del nostro caro dottore Sergio Canello.
In questo redazionale troverete delle informazioni molto interessanti legate all'alimentazione dei nostri amici animali.

"E' indiscutibile che molti atteggiamenti indesiderabili del cane dipendano in modo altrettanto importante da un modello errato d'interazione fra il cane e l'uomo, specie per la non conoscenza del linguaggio canino. Molto banalmente, possiamo interpretare determinate manifestazioni del cane con occhi umani, travisandone completamente il significato. La mediatica preferita dal cane, infatti, contrariamente a quella dell'uomo, è indubbiamente quella della comunicazione non verbale e non quella che prevede l'uso della parola. 
Pertanto, comunicare correttamente con un cane in realtà è piuttosto complesso e i canali di comunicazione a nostra disposizione si articolano attraverso diverse aree: postura e prossemica, gestualità, mimica e contatto.
Di fondamentale importanza, nell'interazione con il cane è avere un controllo assoluto della postura; alcuni cani, infatti, sono molto sensibili alla nostra postura e cambiano radicalmente la loro disposizione all’interazione anche quando varia di pochi centimetri. Ad esempio, il cane interpreta l’essere abbracciato strettamente non come gesto d’affetto ma come cattura, invasione del suo spazio, assertività; mentre se teniamo le braccia lungo i fianchi e il baricentro in asse, questa postura tende a tranquillizzarlo, lo rassicura rispetto alle nostre intenzioni nei suoi confronti. 

Altri elementi che vanno presi in considerazione sono la modalità di contatto con un cane e la modalità di avvicinamento. Per quanto riguarda il contatto è utile sapere che il corpo del cane può essere suddiviso in "aree fredde" e "aree calde".
Le aree fredde si estendono generalmente dal collo a parte del posteriore e dalla groppa al ventre. Le aree calde interessano invece la testa, il posteriore, la coda e le zampe. Le aree fredde si possono toccare (fin dal primo incontro), rispettando delle regole generiche. Le aree calde non sono delle zone off-limits al contatto, quanto piuttosto è necessario affrontarle con le giuste precauzioni, conquistandole insieme alla fiducia che il cane ci rivolge.

Per quanto riguarda l’avvicinamento, per non essere assertivi o comunque fraintesi dal cane, è sempre opportuno avvicinarsi descrivendo una curva verso il cane senza procedere diretti verso di lui, non guardarlo ma volgere lo sguardo altrove, rallentare in prossimità del cane, rispettare le distanze individuali senza perciò andargli addosso e porgergli il fianco mantenendo le braccia lungo i fianchi in posizione neutra e rassicurante".
Sergio Canello
Grazie sempre per i consigli chiari e precisi che il Dott. Sergio Cenello ci fornisce.
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mercoledì 28 dicembre 2016

Pillole di salute: “Farmaci boomerang”: attenti all’antibiotico nascosto nelle ciotole e nel piatto"

Vi allego direttamente i consigli del nostro caro amico Veterinario Dott. Sergio Canello, articolo interessantissimo vi invito a leggerlo per intero.
"Nuove evidenze scientifiche potrebbero far luce sul legame tra uso di antibiotici negli allevamenti intensivi, sviluppo di batteri antibiotico-resistenti e aumento delle patologie infiammatorie nei cani e nei gatti.
Gli allevamenti intensivi tornano nell'occhio del ciclone. Questa volta non si tratta di polemiche o di clamorose azioni di protesta da parte del variegato arcipelago animalista/antispecista, ma dei risultati di un nuovo studio scientifico condotto in Italia dal dipartimento Ricerca e Sviluppo di SANYpet S.p.A in collaborazione con ricercatori del Dipartimento di Scienze dell’Università della Basilicata e del Dipartimento di Scienze Mediche Traslazionali dell’Università di Napoli “Federico II”.
Sul banco degli accusati l’ossitetraciclina, un antibiotico ad ampio spettro che, da decenni, viene legalmente utilizzato per tenere sotto controllo il rischio di epidemie negli spazi angusti e sovraffollati degli allevamenti intensivi.

Non si è ancora spenta l'eco dell'allarme sanitario sullo sviluppo di ceppi batterici resistenti agli antibiotici anche in ambito zootecnico, messa in relazione proprio con il ricorso ai farmaci battericidi, che si apre un nuovo fronte: quello della pericolosità per la salute di cani e gatti dei residui dell’ ossitetraciclina che possono essere presenti nel grasso e specie nell’osso degli animali macellati.
Già nel 2015 uno studio in vitro aveva evidenziato l’effetto pro-apoptotico dei residui di ossitetraciclina depositati nell’osso di polli a cui è stato somministrato tale antibiotico, seguendo i protocolli di trattamento generalmente utilizzati nell'allevamento intensivo nel rispetto delle leggi in vigore.

La ricerca di residui nel tessuto osseo non viene effettuata nel corso dei controlli da parte delle autorità sanitarie perché l'osso non è considerato un tessuto edibile per l'uomo. 
La situazione è diversa per cani e gatti che ne vengono a contatto con estrema facilità cibandosi di mangimi industriali che contengono farine di carne ricche d’osso, spesso derivante dalla separazione meccanica dalla carne proveniente dall'allevamento intensivo.
È doveroso sottolineare che in Italia la maggior parte dei produttori di pollame ha volontariamente ridotto o eliminato l’ossitetraciclina, garantendo una materia prima più salubre.
Riteniamo sia doveroso che queste evidenze suggeriscano ulteriori ricerche in merito e portino a modificare in tempi rapidi la legislazione al riguardo.
La sperimentazione ha mostrato come l’ossitetraciclina sia in grado di indurre significativamente il rilascio della citochina interferone gamma da parte dei linfociti T e delle cellule non–T.
L'interferone gamma è una molecola proteica rilasciata dalle cellule in risposta, ad esempio, alle infezioni virali ed è coinvolta in risposte infiammatorie sia negli esseri umani che negli animali.
Questi risultati, ancora più sorprendenti poiché mai osservati in precedenza per un antibiotico, potrebbero suggerire una possibile chiave di lettura dell’indiscutibile aumento di patologie infiammatorie croniche e ricorrenti che colpiscono cani e gatti.
La singolarità e la rilevanza dei risultati acquisiti nel nuovo studio, inoltre, stanno muovendo ulteriori ricerche in vitro da cui sta emergendo come l’ossitetraciclina sia anche responsabile di un danno genotossico sul DNA, con mutazioni epigenetiche e modificazioni biofisiche e meccaniche delle cellule che ne vengono a contatto.
Tali evidenze rafforzano – sempre di più – il concetto che la scelta di materie prime "pulite", come pesce pescato o carni che non provengano da allevamento intensivo, sia senza dubbio da preferire.
L’attuale legge che limita i controlli sui residui di ossitetraciclina a muscolo, fegato, reni, latte, uova e miele, ignorando completamente l’osso, crea a cascata una serie di danni a tutta la filiera alimentare collegata. I produttori di polli, di farine di carne, di petfood e gli stessi organi di controllo, che devono necessariamente attenersi a quanto dettato dalla legge, sono, di conseguenza, vittime inconsapevoli di questa lacuna legislativa.

Per maggiori informazioni sui loro prodotti vi consiglio di visitare il loro sito: forza10.
FORZA10 è il frutto di lunghi anni di pratica veterinaria e di accurati studi clinici sulle patologie di origine alimentare.