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venerdì 29 giugno 2018

Pillole di Salute: "10 miti sfatati da FORZA10"

Aspettavate le pillole di salute ansiosamente?
Eccoci al solito appuntamento con il nostro veterinario Sergio Canello.
Fidatissimi, con questa utile guida, dobbiamo cominciare a dare il meglio ai nostri amici animali.

Sull'alimentazione e il comportamento di cani e gatti esistono parecchi miti e «leggende metropolitane», più o meno popolari. 
Eccone qui 10 da sfatare, tra quelle che, più di altre, possono avere ripercussioni negative sulla salute dei nostri animali.
1) L'OSSO È IL «MIGLIORE AMICO DEL CANE»

Da sempre si pensa che l’osso sia un alimento gradito e utile al cane. Oltre al piacere che gli dona rosicchiarselo, contribuirebbe a mantenere puliti bocca e denti, allontanando placca batterica e tartaro. In realtà, c'è il rischio che l'osso si conficchi nella gola o nell’esofago o che causi occlusioni e perforazioni. Senza dimenticare i fecalomi (ammassi di feci disidratate) che richiedono l'intervento del veterinario.
Leggi l'articolo del Dott. Sergio Canello sulla pericolosità dell'osso.
2) LA CAUSA DELLE OTITI SONO LE ORECCHIE PENDULE OPPURE L'ACQUA
Quando l’orecchio risulta coinvolto in processi infiammatori si pensa sempre che la causa sia legata a caratteristiche anatomiche (padiglione auricolare pendulo), oppure al ristagno di acqua o al cerume. Può essere vero, ma solo di rado. La causa più frequente è da ricercare, anche in questo caso, nell'alimentazione. Con una dieta appropriata, che elimini l’assunzione di elementi che causano reazione allergica, quasi sempre si assiste alla scomparsa del problema.Leggi 'approfondimento del Dott. Sergio Canello sull'orecchio del cane.
3) PER CAMBIARE TIPO DI CROCCHETTE, È NECESSARIO UN PERIODO DI ADATTAMENTO

Se le crocchette che si usavano prima e quelle nuove sono entrambe composte da fonti alimentari sane e complete non è per nulla necessario.
4) CANI E GATTI SONO PIENI DI ALLERGIE
Nei casi in cui cani e gatti manifestano sintomi considerati allergici, molto spesso stanno avendo una reazione avversa agli inquinanti chimici e farmacologici presenti negli
alimenti. Solo nel 5 per cento dei casi si tratta di vere e proprie allergie a determinati ingredienti o sostanze nutritive.
5) È NATURALE CHE I CANI MANGINO ERBA
Lo fanno solo per compensare disturbi, dovuti o alla mancanza di Omega3 (di cui l’erba è molto ricca) o per provocarsi il vomito ed espellere in questo modo le tossine.

Leggi l'articolo del Dott. Sergio Canello sull'importanza degli Omega3.
6) IL CANE SI LECCA LA ZAMPA PER NOIA

Quasi sempre questo comportamento è sintomo di uno squilibrio alimentare che provoca una disfunzione dei neurotrasmettitori responsabili della gestione dell’ansia. Molto spesso basta ricorrere a una dieta specifica per fare regredire il fastidioso problema.
7) I CANI NON DIGERISCONO BENE I CARBOIDRATI
Sono assolutamente in grado di digerire pasti e crocchette che comprendano quote di carboidrati sia moderate che elevate, l'importante è che siano ben cotti. È stato dimostrato anche da una ricerca effettuata tra Stati Uniti e Svezia. 

Gli scienziati hanno messo a confronto i geni del lupo e quelli di 30 razze di cani. Il risultato è che questi ultimi hanno sviluppato, con la domesticazione, i geni per produrre in quantità maggiori gli enzimi in grado di digerire perfettamente i carboidrati.
8) LA CIPOLLA E L’AGLIO FANNO MALE AL CANE

La cipolla e l’aglio, che appartengono alla famiglia delle liliacee, della quale fanno parte anche porro, giglio ed erba cipollina, sono potenzialmente letali per cani e gatti che, a causa di un deficit enzimatico, possono andare incontro ad anemia emolitica anche molto grave se ne ingeriscono quantità importanti. Tuttavia non bisogna dimenticare l'assunto di Paracelso per il quale è la dose a fare il veleno. Ecco, quindi, che gli estratti titolati e standardizzati dell'aglio, per esempio, possono essere utilizzati in tutta sicurezza, all'interno di una terapia fitoterapica mirata.
Il cane in particolare, nutrendosi degli avanzi di casa, nel tempo è sempre venuto in contatto con queste sostanze e il suo organismo è in grado quindi di metabolizzarle, seppure in misura molto limitata rispetto all'uomo.
9) IL COLLARE A STROZZO È UNO STRUMENTO EDUCATIVO
Il collare a strozzo rappresenta uno strumento di punizione ampiamente utilizzato ed erroneamente suggerito per evitare che il cane «tiri» troppo durante le passeggiate. In realtà, oltre ai danni meccanici che può causare, non ha neppure un valore «educativo». 

Il cane ha bisogno del suo olfatto per esplorare il terreno e conoscere il mondo che lo circonda per sentirsi sicuro e per relazionarsi con l'ambiente attorno a lui e con le persone.
Questo tipo di collare, che impedisce proprio di abbassare la testa e di fiutare, può indurre l'animale a reagire a questa forzatura tirando ancora di più. Usandolo contribuiamo a formare un cane insicuro, pauroso, e non educato.
10) BISOGNA ADOPERARE IL TELO MONOUSO PER I BISOGNI

Ormai troppo spesso viene suggerita da molti questa prassi per educare il cane a non fare i bisogni in casa, o meglio a evitare di metterci i piedi sopra.
In realtà, se volete che il vostro cane comprenda che il suo bagno è l'ambiente esterno e non il vostro salotto o la vostra camera da letto, dovete abituarlo a frequenti passeggiate, in particolare da cucciolo quando la capacità di trattenere i bisogni è fisiologicamente ridotta.
L'animale non deve crescere con l'idea che anche la casa è un buon posto per fare i suoi bisogni. Inoltre la maggior parte non distinguerà il panno monouso dal tappeto. Dobbiamo semplicemente ricompensarlo con gratificazioni a voce e premi nel momento in cui fa i suoi bisogni fuori, senza punirlo quando non riesce a contenerli.
Questo articolo è stato pubblicato su Vanity Fair.

Consigli di una Mamma Casalinga, con grande impegno e soprattutto riconoscendo e conoscendo questi prodotti, vi informa continuamente sulle novità/necessità e tanto altro che riguarda i nostri amici Animali e non.
Vi ricordo che potete anche acquistare direttamente dal sito www.forza10.com.
Non solo ma troverete tantissime altre informazioni utili.
www.sergiocanello.it
 

venerdì 25 agosto 2017

Pillole di Salute: "Perché scegliere proteine pulite".

Aspettavate le pillole di salute ansiosamente?
Eccoci al solito appuntamento con il nostro veterinario Sergio Canello.
Fidatissimi, con questa utile guida, dobbiamo cominciare a dare il meglio ai nostri amici animali.

"Per proteine pulite s'intendono fonti proteiche o derivate da pesci di piccole dimensioni che vivano in acque superficiali e lontano dai metalli pesanti, o carni "alternative", cioè non provenienti da allevamento intensivo, e carni certificate biologiche, prive di sostanze farmacologicamente attive.
L'esclusivo utilizzo di questo tipo di proteine previene e combatte la causa fondamentale delle più comuni patologie alimentari: la presenza, nelle carni da allevamento intensivo, di residui farmacologici tossici, specie dell’ossitetraciclina, da me identificata come il pericolo numero uno della salute.

Ogni essere vivente, infatti, è costretto, attraverso l’aria e l'acqua, ma principalmente attraverso l'alimentazione, a venire in contatto con un elevato numero di inquinanti.
Numerosi studi hanno verificato che il grado di sensibilità individuale determina il livello e il tipo di risposta dell'organismo a ogni sostanza nociva. 

Tale risposta si manifesta con reazioni specie a livello cutaneo, comportamentale, otologico, gastrointestinale, muscolo-scheletrico, pancreatico, renale, riproduttivo, oculare e del cavo orale, ma anche auto-immune e ogni apparato e organo può essere interessato da quelle che sono indispensabili reazioni di difesa dell'organismo per liberarsi di esse.
Inoltre, l'utilizzo di un numero limitato di materie prime e di ottima qualità è il modo migliore per poter garantire l’assoluta sicurezza di tutta la filiera produttiva, del prodotto finito e della salute dei nostri piccoli amici a quattro zampe".

Grazie sempre per i consigli chiari e precisi che il Dott. Sergio Cenello ci fornisce. 
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mercoledì 28 dicembre 2016

Pillole di salute: “Farmaci boomerang”: attenti all’antibiotico nascosto nelle ciotole e nel piatto"

Vi allego direttamente i consigli del nostro caro amico Veterinario Dott. Sergio Canello, articolo interessantissimo vi invito a leggerlo per intero.
"Nuove evidenze scientifiche potrebbero far luce sul legame tra uso di antibiotici negli allevamenti intensivi, sviluppo di batteri antibiotico-resistenti e aumento delle patologie infiammatorie nei cani e nei gatti.
Gli allevamenti intensivi tornano nell'occhio del ciclone. Questa volta non si tratta di polemiche o di clamorose azioni di protesta da parte del variegato arcipelago animalista/antispecista, ma dei risultati di un nuovo studio scientifico condotto in Italia dal dipartimento Ricerca e Sviluppo di SANYpet S.p.A in collaborazione con ricercatori del Dipartimento di Scienze dell’Università della Basilicata e del Dipartimento di Scienze Mediche Traslazionali dell’Università di Napoli “Federico II”.
Sul banco degli accusati l’ossitetraciclina, un antibiotico ad ampio spettro che, da decenni, viene legalmente utilizzato per tenere sotto controllo il rischio di epidemie negli spazi angusti e sovraffollati degli allevamenti intensivi.

Non si è ancora spenta l'eco dell'allarme sanitario sullo sviluppo di ceppi batterici resistenti agli antibiotici anche in ambito zootecnico, messa in relazione proprio con il ricorso ai farmaci battericidi, che si apre un nuovo fronte: quello della pericolosità per la salute di cani e gatti dei residui dell’ ossitetraciclina che possono essere presenti nel grasso e specie nell’osso degli animali macellati.
Già nel 2015 uno studio in vitro aveva evidenziato l’effetto pro-apoptotico dei residui di ossitetraciclina depositati nell’osso di polli a cui è stato somministrato tale antibiotico, seguendo i protocolli di trattamento generalmente utilizzati nell'allevamento intensivo nel rispetto delle leggi in vigore.

La ricerca di residui nel tessuto osseo non viene effettuata nel corso dei controlli da parte delle autorità sanitarie perché l'osso non è considerato un tessuto edibile per l'uomo. 
La situazione è diversa per cani e gatti che ne vengono a contatto con estrema facilità cibandosi di mangimi industriali che contengono farine di carne ricche d’osso, spesso derivante dalla separazione meccanica dalla carne proveniente dall'allevamento intensivo.
È doveroso sottolineare che in Italia la maggior parte dei produttori di pollame ha volontariamente ridotto o eliminato l’ossitetraciclina, garantendo una materia prima più salubre.
Riteniamo sia doveroso che queste evidenze suggeriscano ulteriori ricerche in merito e portino a modificare in tempi rapidi la legislazione al riguardo.
La sperimentazione ha mostrato come l’ossitetraciclina sia in grado di indurre significativamente il rilascio della citochina interferone gamma da parte dei linfociti T e delle cellule non–T.
L'interferone gamma è una molecola proteica rilasciata dalle cellule in risposta, ad esempio, alle infezioni virali ed è coinvolta in risposte infiammatorie sia negli esseri umani che negli animali.
Questi risultati, ancora più sorprendenti poiché mai osservati in precedenza per un antibiotico, potrebbero suggerire una possibile chiave di lettura dell’indiscutibile aumento di patologie infiammatorie croniche e ricorrenti che colpiscono cani e gatti.
La singolarità e la rilevanza dei risultati acquisiti nel nuovo studio, inoltre, stanno muovendo ulteriori ricerche in vitro da cui sta emergendo come l’ossitetraciclina sia anche responsabile di un danno genotossico sul DNA, con mutazioni epigenetiche e modificazioni biofisiche e meccaniche delle cellule che ne vengono a contatto.
Tali evidenze rafforzano – sempre di più – il concetto che la scelta di materie prime "pulite", come pesce pescato o carni che non provengano da allevamento intensivo, sia senza dubbio da preferire.
L’attuale legge che limita i controlli sui residui di ossitetraciclina a muscolo, fegato, reni, latte, uova e miele, ignorando completamente l’osso, crea a cascata una serie di danni a tutta la filiera alimentare collegata. I produttori di polli, di farine di carne, di petfood e gli stessi organi di controllo, che devono necessariamente attenersi a quanto dettato dalla legge, sono, di conseguenza, vittime inconsapevoli di questa lacuna legislativa.

Per maggiori informazioni sui loro prodotti vi consiglio di visitare il loro sito: forza10.
FORZA10 è il frutto di lunghi anni di pratica veterinaria e di accurati studi clinici sulle patologie di origine alimentare.

mercoledì 7 dicembre 2016

Pillole di salute: "Perché scegliere proteine pulite"

Ci siamo è arrivato il momento della pillola di salute del nostro caro Veterinario Sergio Canello vediamo cosa ci consiglia oggi:
Per "proteine pulite" s'intendono fonti proteiche o derivate da pesci di piccole dimensioni che vivano in acque superficiali e lontano dai metalli pesanti, o carni "alternative", cioè non provenienti da allevamento intensivo, e carni certificate biologiche, prive di sostanze farmacologicamente attive.
L'esclusivo utilizzo di questo tipo di proteine previene e combatte la causa fondamentale delle più comuni patologie alimentari: la presenza, nelle carni da allevamento intensivo, di residui farmacologici tossici, specie dell’ossitetraciclina, da me identificata come il pericolo numero uno della salute.
Ogni essere vivente, infatti, è costretto, attraverso l'aria e l'acqua, ma principalmente attraverso l'alimentazione, a venire in contatto con un elevato numero di inquinanti. 

Numerosi studi hanno verificato che il grado di sensibilità individuale determina il livello e il tipo di risposta dell'organismo a ogni sostanza nociva. Tale risposta si manifesta con reazioni specie a livello cutaneo, comportamentale, otologico, gastrointestinale, muscolo-scheletrico, pancreatico, renale, riproduttivo, oculare e del cavo orale, ma anche auto-immune e ogni apparato e organo può essere interessato da quelle che sono indispensabili reazioni di difesa dell’organismo per liberarsi di esse.
Inoltre, l'utilizzo di un numero limitato di materie prime e di ottima qualità è il modo migliore per poter garantire l'assoluta sicurezza di tutta la filiera produttiva, del prodotto finito e della salute dei nostri piccoli amici a quattro zampe."

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